Caterine di Ravenna Bambuzène

Aggiornamento: 17 feb 2021

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biscotti ricoperti di cioccolato


Questa è forse una delle tradizioni prettamente romagnole che preferisco. A casa mia si sono sempre preparate in prossimità del 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Da piccola non ho mai compreso veramente il motivo, però erano buone e divertenti da fare, quindi il resto poco mi interessava. Parlo di semplici biscotti di pasta frolla ricoperti di cioccolato e decorati con zuccherini multicolore. Tutti i forni e le pasticcerie della città le vendono sempre solo nel mese di novembre e sono così carine, tutte colorate. Bamboline per le femmine e galletti per i maschi. Mia madre ne acquistava sempre almeno un paio per me e mia sorella, poi si preparavano comunque a casa come ogni anno ed era un po' come giocare con le bambole divertendosi a vestirle di tanti colori. Ho dei ricordi bellissimi al riguardo: il profumo della frolla appena fatta, il cioccolato, gli zuccherini. Non siete già al supermercato ad acquistare quello che vi occorre?



L'origine (?)


Le Caterinette sono tradizionali della città di Ravenna e, come ogni tradizione che si rispetti, l'origine non è ben definita. Se chiedi a Tizio ti dirà una cosa diversa da Caio che ti darà una versione diversa da quella di Sempronio. Perciò prendetela così come viene, come ho sempre fatto io, senza troppe domande. Poi le tradizioni sono belle anche per questo, per via dell'aura di mistero che le accompagna ed è bello portarle avanti, sempre senza troppe domande.

Qualche certezza però c'è: si preparano solo a novembre e nello specifico solo il 25 in cui si festeggia Santa Caterina da cui prendono il nome. (L'altra certezza è che frolla + cioccolato come accoppiata non può non piacere, quindi vi dico certamente che sono buone).

Chi era Santa Caterina? Il 25 si festeggia quella che veniva da Alessandria. Se controllate su Wikipedia, oltre a trovarvi di fronte ad un elenco di Sante Caterine da ogni parte del mondo, leggerete che: "Secondo la tradizione, Caterina era una bella giovane egiziana" e non solo, si parla anche di "dubbi sulla storicità del personaggio". Senza tediarvi con troppi dettagli storici che poco centrano con la pasticceria, diciamo che la Santa avvolta nella leggenda è praticamente diventata pretesto per preparare qualcosa da mangiare. In Romagna pare il nostro sport preferito e non potrei essere più d'accordo.



La versione romantica


La versione che piace a me, invece, parla di una storia d'amore alla Romeo e Giulietta di cui non conosciamo i nomi dei protagonisti. Li chiameremo perciò Caterina la sartina (che era veramente una sarta) ed Ezechiele il pasticcere (che era veramente un pasticcere, già mi piace perché fa dolci). Caterina era innamorata di Ezechiele e viceversa, la famiglia di lei (ovviamente) ostacolava il loro amore, il perché non si sa. Ezechiele aveva creato questo biscotto a forma di bambolina come regalo per la sua amata. Questo gesto semplice e romanticissimo mi piace ancora di più per il fatto che a Ezechiele non importava se Caterina ingrassasse o meno per via di tutti quei biscotti. Magari il biscotto era solo uno, oppure erano 50. Non ci sono tracce del quantitativo. Ma lui desiderava solo che lei non lo dimenticasse. Facile tentare le persone con manicaretti al cioccolato. Per forza lei lo amava, dolcetti gratis! Anche io non direi di no.

La storia non ha un finale drammatico come Romy e July, in realtà non c'è un finale che noi sappiamo. Lascio spazio alla vostra immaginazione. Io Caterina la sartina la penso felice e con la pancia piena, con o senza Ezechiele il pasticcere.


 

Come si realizzano


Ricetta ed esecuzione in sé per sé sono semplicissime, banali quasi, ma ciò che conta qui è l'usanza.

La tradizione è talmente circoscritta alla città di Ravenna che gli stampi da biscotto a forma di bambolina o galletto non li ho mai trovati nei negozi. A dire la verità poi non li ho mai cercati troppo, proprio perché a casa mia si sono sempre fatti a mano con il cartoncino e mi piace continuare così.




La base è una frolla semplice, i biscotti si tagliano uno ad uno utilizzando gli stampini "fai da te", si infornano per pochi minuti (circa 10/12) facendo attenzione che non si abbronzino troppo (controllate sempre in cottura!). Dopo l'estenuante attesa del raffreddamento (perché diciamocelo, l'unico motivo per cui ti metti a fare le Caterine è che non vedi l'ora di metterci sopra i "bottoncini" di smarties colorati come quelli di un vestitino vero), si tuffa un lato nel cioccolato che sia fondente, al latte o bianco e si decorano!



Se volete regalare loro un sorriso tagliate uno smarties a metà con un colpo secco. Il cioccolato si rapprende più o meno in 30 minuti e, se riuscite ad aspettare che il cioccolato si asciughi, finalmente ve le potete mangiare.

Codette e palline colorate, zuccherini con forme particolari, a tema, confettini, le possibilità sono tante, ma le tradizionali sono semplici, come fatte dai bimbi e per i bimbi (io sono poco oltre i 30 e comunque me le mangio lo stesso).



Ricordiamo anche che il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Quindi, con un velo di leggerezza, faccio un appello: donne di tutte le forme e colori, ricordatevi che non esiste uno standard, la vostra Caterinetta può essere alta, bassa, secca, rotonda (basta che non sia bruciata). Se il vostro Ezechiele poi non vi regala biscotti magari non è l'Ezechiele giusto. E per te Ezechiele: attenzione che la Caterinetta è buonissima, ma è di pasta frolla e quindi super fragile! Ad ogni modo, nella pasticceria come nella vita, ci vuole tanto amore.


Per chiudere, il poeta romagnolo Aldo Spallicci recita: Par Santa Catarena e gal e la galèna, la bëla bambuzena; pianzì burdel s’ avlì di brazadel” (“Per Santa Caterina il gallo e la gallina, la bella bambolina; piangete bambini se volete le ciambelline”). Della bambolina ne abbiamo parlato tanto, il galletto invece, povero bistrattato solo perché è maschio, è simbolo di risveglio/rinascita, quindi buon auspicio. Ce ne serve fino troppo di buon auspicio per questo 2020, quindi dico che la cosa migliore da fare sia rimanere a casa e sfornare quante più Caterine e galletti per donarli a famigliari e amici. Distribuite un po' di buon auspicio anche voi!



La ricetta


Tempo di preparazione 10 minuti + 30 minuti di riposo

Tempo di cottura 12-15 minuti

Dosi 10 caterine 10 galletti


Ingredienti

300 gr di faréna (farina)

150 gr di zucchero

150 gr di burro

2 uova

170 gr di cioccolato fondente

decorazioni q.b.


Procedimento

1. Frullare con l'aiuto di un mixer burro morbido e zucchero ottenendo un composto sabbioso


2. Aggiungere uova e faréna (farina) e mixare fino a quando l'impasto formerà una palla compatta


3. Avvolgere il panetto di impasto nella pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero per 30 minuti


4. Stendere la frolla con il sciadur (mattarello) mantenendo uno spessore di 1/2 cm e ricavare delle bambuzène (bamboline) e galèt (galletti) con l'aiuto di formine da biscòt (biscotto), mettere in té fòran (nel forno) ventilato a 180° per 12-15 minuti


5. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e tuffarvi un lato dei biscotti


6. Decorare con zuccherini a piacere prima che il cioccolato si rapprenda





Caterine from Ravenna - bambuzène


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This is perhaps one of the purely Romagna traditions that I prefer. At my house we always make them close to 25th November, the day we celebrate Saint Catherine. As a child I never really understood why we were making them, but they were good and fun to do, so the rest didn't interest me much. I'm talking about simple shortbread cookies covered with chocolate and decorated with multicolored sugars. All the bakeries and pastry shops in the city always sell them only in November and they are so cute, so colorful. Dolls for females and cockerels for males. My mother always bought at least a pair for my sister and me, then we prepared them ourselves anyway at home like every year and it was a bit like playing with dolls, having fun dressing them in many colors. I have wonderful memories about it: the scent of freshly made shortcrust pastry, chocolate, sugars. Aren't you already at the supermarket buying what you need?


The origin (?)


Caterinette are traditional of the city of Ravenna and, like any self-respecting tradition, the origin is not well defined. If you ask Tizio he will tell you something different from Gaius who will give you a different version than Sempronio's. So take it as it comes, as I always have, without too many questions. Then the traditions are also beautiful for this reason, because of the aura of mystery that accompanies them and it is nice to carry them on, always without too many questions.

However, there is some certainty: they are prepared only in November and specifically only on the 25th in which Santa Caterina is celebrated from which they take their name. (The other certainty is that shortcrust pastry + chocolate as a pairing cannot fail to please, so I certainly tell you that they are good).

Who was Santa Caterina? The 25th is the day of the one that came from Alexandria. If you check Wikipedia, in addition to finding yourself in front of a list of Saint Catherines from all over the world, you will read that: "According to tradition, Catherine was a beautiful young Egyptian" and not only that, there is also talk of "doubts about the historicity of character". Not to bore you with too many historical details that have little to do with pastry, let's say that the Santa legend has practically become an excuse to prepare something to eat. In Romagna it seems our favorite sport and I couldn't agree more.


The romantic version


The version that I like, however, is about a Romeo and Juliet love story like of which we do not know the names of the protagonists. We will therefore call them Caterina the tailor (who was really a seamstress) and Ezechiele the pastry chef (who was really a pastry chef, I already like him because he bakes). Caterina was in love with Ezechiele and vice versa, her family (obviously) hindered their love, why is not known. Ezechiele had created this doll-shaped cookie as a gift for his loved one. I like this simple and very romantic gesture even more for the fact that Ezechiele didn't care if Caterina got fat or not because of all those cookies. Maybe the biscuit was just one, or they were 50. There is no trace of the quantity. But he just wanted her not to forget him. Easy to buy people with chocolate delicacies. Of course she loved him back, free treats! I also wouldn't say no.

The story doesn't have a dramatic ending like Romy and July, there really isn't an ending that we know. I leave room to your imagination. Caterina the tailor I like to think she is happy and with a full belly, with or without Ezechiele the pastry chef.


How to make them


Recipe and execution are very simple, almost too easy, but what matters here is the tradition.

This tradition is so limited to the city of Ravenna that I have never found cookie cutters in the shape of a doll or a cockerel in any store. To tell the truth, I have never looked for them too much, precisely because in my house they have always been handmade with cardboard and I like to continue like this.


The base is a simple shortcrust pastry, the cookies are cut one by one using the "do it yourself" molds, baked for a few minutes (about 10/12) making sure they don't get too tanned (always check during cooking!). After the exhausting waiting for the cool-down (because let's face it, the only reason why you start doing the Caterine is that you can't wait to put on them the "buttons" of colored smarties like those of a real dress), you dive one side in dark, milk or white chocolate and decorate!


If you want to give them a smile, cut a smarties in half with a firm cut. The chocolate hardens in about 30 minutes and, if you can wait for it to dry, you can finally eat them.

Colored tails and balls, sugars with particular shapes, themed decors, sugared almonds, the possibilities are so many, but the traditional ones are simple, as made by children and for children (I'm just over 30 and in any case I eat them anyway).


We also remember that November 25 is the world day against violence on women. So, with a veil of lightness, I make call: women of all shapes and colors, remember that there is no standard, your little Caterina can be tall, short, dry, round (as long as she is not burned). If your Ezechiele doesn't give you biscuits, maybe it's not the right Ezechiele. And for you Ezechiele: beware that the Caterinetta is very good, but it is made of shortcrust pastry and therefore super fragile! In any case, in pastry as in life, it takes a lot of love.


To wrap up, the Romagna poet Aldo Spallicci recites: “Par Santa Catarena e gal e la galèna, la bëla bambuzena; cried burdel s ’avlì di brazadel" ("For Saint Catherine the rooster and the hen, the beautiful doll; cry babies if you want donuts"). We talked a lot about the doll, the rooster instead, poor mistreated only because he is male, is a symbol of awakening/rebirth, therefore a good omen. We need so much good auspice for this 2020 is embarassing, so I say that the best thing to do is to stay at home and bake out as many Caterinette and cockerels to give to family and friends. Hand out some good luck too!



The recipe

Preparation time 10 minutes + 30 minutes rest

Cooking time 12-15 minutes

Servings 10 caterine 10 cockerels

Ingredients

300 gr of faréna (flour)

150 gr of caster sugar

150 gr of butter

2 eggs

170 gr of dark chocolate

Decorations q.b.

Method


1. In a mixer or by hand mix soft butter and sugar to obtain a sandy mixture


2. Add eggs and faréna (flour) and mix until you get a consistent dough

3. Shape the dough in a square and wrap it in cling film, let it rest in the fridge for 30 minutes


4. Roll out the pastry with the sciadur (rolling pin) maintaining a thickness of 1/2 cm and obtain bambuzène (dolls) and galèt (cockerels) with the help of biscòt (cookie) cutters, put in té fòran (in the oven ) with fan at 180 ° for 12-15 minutes


5. Melt the chocolate in a bain-marie and dip one side of the cookies into it


6. Decorate with sugar to taste before the chocolate sets

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